Blow-Up  

Blow-Up

 
 

Regia di Michelangelo Antonioni

 
 

Cast: Michelangelo Antonioni

 
 

Titolo originale: Blow-Up

 
 

Regno Unito, Italia e Stati Uniti; 1966

 
 
     
   
 

Blow-Up

 
 

Nel bene come nel male, a ciascuno il proprio, il leggendario Blow up, di Michelangelo Antonioni, ha stabilito una linea di confine per quanto riguarda la rappresentazione della fotografia nel cinema. All’alba del 1966, per la prima volta il fotografo diventa il protagonista liberatorio di una situazione che gli appartiene, nello stesso modo in cui appartiene anche al pubblico: ovverosia diventa interprete di una angoscia da mass media.

Ispirata al racconto Le bave del diavolo, di Julio Cortázar, la vicenda del fotografo di moda londinese che crede di aver visto (e fotografato) un omicidio è una riflessione sui rapporti complessi tra arte e realtà, tra ciò che si vede, o si crede di aver veduto, e ciò che si comprende.

Blow up va considerato discriminante anche per la semplificazione scenica, che ha finito per influenzare tanto brutto cinema. Dunque, gli va addebitata la linea divisoria tra una visione della fotografia precedente e una seguente. In particolare, gli va oggettivamente imputato di aver stabilito i connotati cinematografici del fotografo sporcaccione, che estende fino alle estreme conseguenze il modo di vivere interpretato sullo schermo da David Hemmings (Thomas), senza però la sua intelligenza e senza i suoi dubbi.

 
 

Maurizio Rebuzzini