Mensile di riflessioni, osservazioni e commenti sulla Fotografia, diretto da Maurizio Rebuzzini, avviato nel maggio 1994.
In origine, l’impianto redazionale è stato soprattutto indirizzato e riferito alle logiche e tematiche della fotografia professionale, così proprie e diverse da quelle della fotografia non professionale, trattata da altre riviste di settore. Poi, nel cammino, sull’onda lunga e potente di identificate trasformazioni tecnologiche (ovverosia, con l’affermazione dell’acquisizione digitale di immagini, che tutto ha cambiato), i tempi e modi della fotografia si sono trasformati, andando ad avvicinare e affermare le problematiche del linguaggio espressivo.


Così che, anche FOTOgraphia ha sistematicamente rivisto e bilanciato i propri intendimenti redazionali, che ormai non hanno più bisogno di annotazioni tecniche (per esempio), ma richiedono sempre più analisi in profondità che considerino la fotografia quale elemento della vita e della società: in un certo senso, sia in cronaca, sia in lettura storica retrospettiva, come e quanto la fotografia influisca sulla vita (di tutti i giorni).


Pubblicata dieci numeri l’anno, ad esclusione delle date di copertina di gennaio e agosto, FOTOgraphia non è distribuita in edicola, ma veicolata per abbonamento postale. In assoluto, non è tanto una “rivista”, quanto una “pubblicazione”. Ovverosia, a parte limitati riferimenti temporali, che a propria volta non si esauriscono mai in loro stessi, gli argomenti affrontati e trattati compongono i tratti di considerazioni sulla materia (la fotografia) che si aggiungono e assommano gli uni sugli altri, e che offrono spunti di riflessione senza data.


L’osservazione è a trecentosessanta gradi, e non si limita alle identificazioni certe e consolidate della stessa fotografia, ma affronta anche le influenze esterne e convergenti, che ispirano il suo linguaggio espressivo: senza alcuna soluzione di continuità, dalla fotografia del e dal vero (fotogiornalismo, prima di altro) alla fotografia costruita (per esempio, moda e pubblicità), alla fotografia creativa e, perché no?, artistica.


A conti fatti, per quanto adeguatamente illustrata (e ci mancherebbe altro), con una equilibrata miscela di rubriche fisse, rubriche alternate e articoli di spessore, FOTOgraphia si afferma come pubblicazione che dà peso e sostanza soprattutto alle parole, soprattutto alla condivisione, soprattutto alla serena e pacata osservazione dei fenomeni che definiscono, fino a identificarla, la Fotografia: maiuscola volontaria, oltre che consapevole.