Sicuramente, la socialità della presenza della fotografia nei fumetti è diversificata, complessa e di difficile classificazione. Forse, non è neppure classificabile (a differenza, per esempio, della presenza della fotografia nel cinema), perché sfugge a qualsivoglia casellario possibile e potenziale: diciamo che è oggettivamente casuale.

A volte, è congeniale alla storia raccontata. Altre volte, è soltanto scenografica. In ogni caso, lo ammetto, è soprattutto stereotipata, e non approda mai alle riflessioni che hanno dato spessore alla partecipazione della fotografia a sceneggiature (e scenografie) cinematografiche. Nella fantasia che definisce e caratterizza il fumetto, la fotografia è comprimaria genericamente necessaria, mai sufficiente. Tanto che, va detto, salvo casi fortuiti, anche le raffigurazioni degli apparecchi fotografici sono assolutamente improbabili e prive di riferimento e richiamo a qualsivoglia realtà.

Ovviamente, ci sono delle eccezioni, che sono state anche sottolineate (con apposite analisi presentate anche in www.FOTOgraphiaONLINE.it), ma in assoluto si tratta soltanto di eccezioni che, al solito, confermano la regola. Però, attenzione, per quanto prive -oppure povere- di riferimenti effettivi e realistici, queste presenze della fotografia nei fumetti compensano con avvincenti e affascinanti raffigurazioni, che... tanto bastano. È folklore, è citazione, è gusto dei personaggi/protagonisti, che avvicinano la fotografia per qualche tavola e che, legittimamente, si iscrivono nell’ampio contenitore della fotografia evocata e richiamata al di fuori dei propri confini istituzionali. Una volta ancora, socialità quotidiana della fotografia.

 
     
 

I Fumetti

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